mercoledì 19 aprile 2017
Ho sentito
Ho letto, negli occhi di un mendicante, il suo silenzio, cosi` implorante. Ho visto, sulla fronte di un pescatore, piccole perle di sudore. Ho sentito, stringendo le dita, tutto il rumore della vita. Ho capito, levando la testa al cielo, che cio` che resta e` senza velo. Senza forma, senza nome, con la forza di un'emozione
domenica 12 marzo 2017
Scintille
Non sono luce,
sono scintilla.
Non sono sole,
sono raggio.
Sparsa e` la mia essenza:
si diffonde.
E` tutta qui
...e tutta altrove.
E` dove serve,
e` in ogni dove.
martedì 14 febbraio 2017
lunedì 13 febbraio 2017
Un punto
Un punto.
Un piccolo, minuscolo, pallino nero,
un sasso,
che frena la carovana ondeggiante di parole.
Punto.
C'è bisogno di una chiusa.
Punto.
Si riprende fiato.
Punto.
Un ombelico in cui finiscono tutti i periodi.
C'è il primo punto,
i punti intermedi,
il Punto finale.
The end.
Macchia nera,
alambicco di trasformazione alchemica.
Il metallo grezzo,
lascia gli elementi pesanti,
mentre sottili aleggiano molecole d'oro.
Un piccolo, minuscolo, pallino nero,
un sasso,
che frena la carovana ondeggiante di parole.
Punto.
C'è bisogno di una chiusa.
Punto.
Si riprende fiato.
Punto.
Un ombelico in cui finiscono tutti i periodi.
C'è il primo punto,
i punti intermedi,
il Punto finale.
The end.
Macchia nera,
alambicco di trasformazione alchemica.
Il metallo grezzo,
lascia gli elementi pesanti,
mentre sottili aleggiano molecole d'oro.
mercoledì 11 gennaio 2017
Come carta in controluce
Come carta leggera in controluce,
così il tuo cuore:
luminoso,
venato da trame sottili e fili più spessi.
Proietta luce,
riscalda chi vi si appoggia.
Poi si spegne
e smette di proiettare.
Si compatta.
e torna bianco,
integro,
perde le sue striature:
un cartone bianco, inespugnabile come torre d'avorio.
...Ma quanto è più bello quando si appoggia alla luce,
e mostra la sua complessità:
una trama fragile,
eppure solida,
un colore caldo,
una superficie sottile,
dolce,
avvolgente.
Cuore,
perché smetti di lasciarti oltrepassare,
scorgere,
accarezzare?
così il tuo cuore:
luminoso,
venato da trame sottili e fili più spessi.
Proietta luce,
riscalda chi vi si appoggia.
Poi si spegne
e smette di proiettare.
Si compatta.
e torna bianco,
integro,
perde le sue striature:
un cartone bianco, inespugnabile come torre d'avorio.
...Ma quanto è più bello quando si appoggia alla luce,
e mostra la sua complessità:
una trama fragile,
eppure solida,
un colore caldo,
una superficie sottile,
dolce,
avvolgente.
Cuore,
perché smetti di lasciarti oltrepassare,
scorgere,
accarezzare?
venerdì 9 dicembre 2016
Distillato
Ghiaccio che si scioglie.
Una goccia cade. Pesante, gravida.
Riga il collo della bottiglia.
La fermo con il dito. Si posa. Si sfalda. Inumidisce la mano.
L'avvicino alle labbra.
E' un sapore che conosco. Sale amaro.
La inghiotto. Scende come liquore. Brucia.
Il corpo non l'assorbe. Ma c'è, permane.
Deve evaporare, asciugarsi, trasformarsi in nebbia leggera.
Ha bisogno di tempo. E calore...
solo il calore la può distillare
martedì 6 dicembre 2016
Ho fermato la corsa
Pensieri sparsi.
Ho fermato la corsa; ho svuotato la borsa.
Se ne stanno lì, sparpagliati,
tanti, scuri e avvelenati.
C'è la rabbia, graffiante come sabbia.
C'è un dolore, che mangia il cuore.
Brandelli di sangue, nel torace esangue.
Grido prepotente, che si nutre del suo niente.
Sentimenti calpestati. Brutalmente sciacallati.
Strappati, come erbaccia cattiva,
da quella mano ove ti credevi viva.
La sentivi quella mano...mentre era già lontano.
"Su un altro corpo?"
Atroce veleno.
Ti nutri del mio sangue, come carogna,
instillando il dubbio della menzogna.
La speranza che si scolla, e la vita che barcolla.
Sentirsi spodestati dal trono degli amati,
è come cadere inermi su una terra piena di vermi.
Vedi ciò che non vorresti: deliri e allucinazioni,
o lucide visioni?
Il sorriso su un altro viso.
Avvicinamenti e ammiccamenti...
mentre vuoto è il tuo sguardo perso,
nell'indecifrabile universo.
Rimbomba il tuo corpo vuoto,
ora che lo senti così ignoto.
E non sai più tender la mano,
ora che tutto è così lontano.
Ho fermato la corsa; ho svuotato la borsa.
Se ne stanno lì, sparpagliati,
tanti, scuri e avvelenati.
C'è la rabbia, graffiante come sabbia.
C'è un dolore, che mangia il cuore.
Brandelli di sangue, nel torace esangue.
Grido prepotente, che si nutre del suo niente.
Sentimenti calpestati. Brutalmente sciacallati.
Strappati, come erbaccia cattiva,
da quella mano ove ti credevi viva.
La sentivi quella mano...mentre era già lontano.
"Su un altro corpo?"
Atroce veleno.
Ti nutri del mio sangue, come carogna,
instillando il dubbio della menzogna.
La speranza che si scolla, e la vita che barcolla.
Sentirsi spodestati dal trono degli amati,
è come cadere inermi su una terra piena di vermi.
Vedi ciò che non vorresti: deliri e allucinazioni,
o lucide visioni?
Il sorriso su un altro viso.
Avvicinamenti e ammiccamenti...
mentre vuoto è il tuo sguardo perso,
nell'indecifrabile universo.
Rimbomba il tuo corpo vuoto,
ora che lo senti così ignoto.
E non sai più tender la mano,
ora che tutto è così lontano.
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