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lunedì 16 novembre 2020

I volti dell'amore

L’amore ha mille volti: diversi, singolari, eppure tutti in cerca di un altro in cui specchiarsi, da cui sentirsi accolti, riconosciuti, legittimati.

Ha gli occhi vispi e irriverenti di un bambino, un sorriso che ti apre il cuore e quella spontaneità di cui l’amore si nutre.

Ha l’aspetto fiero, a volte implorante, di un anziano, la cui faccia è quella dell’amore tenace, che la vita ha riempito di dolcezza, ma anche di disincanto, di sogni e di realtà.

Ha la bocca morbida e passionale dell’età matura; il volto deciso, che cerca voracemente la propria affermazione, che si nutre di piacere, ma anche di condivisione, di entusiasmo e di passi fatti insieme. 

Ha la falcata di un ghepardo, la tenerezza di un cerbiatto, la delicatezza di una farfalla, il ruggito di un leone, la fedeltà di un cane e l’indipendenza di un gatto. Ha spire morbide e avvolgenti come quelle di un serpente, ha mille sonagli e un solo desiderio: che alla sua voce risponda un’eco.

Ha mille volti l’amore, perché ad ognuno corrisponde il proprio modo d’amare. E ognuno cerca la sua controparte, perché sa che in fondo è quella l’immagine che gli corrisponde, dentro cui si può specchiare, di fronte a cui può levare la maschera.

Perché è solo l’Amore che sa apprezzare i difetti, annientare le debolezze, offrire la propria spalla, ricevere la mano dell’altro.

lunedì 12 ottobre 2020

Il bacio nelle guance

“Ci dev’essere un errore”- pensa il lettore - “Il bacio sulle guance”, si sarebbe dovuto scrivere.

E invece no!

È una preposizione che fa la differenza.

Nelle guance significa dentro, in mezzo.

Non in superficie, non distrattamente, non per convenevoli.

Se mi baci nelle guance,

baci tutta la carne che serve per tenderle in un sorriso,

baci le lacrime che le hanno attraversate,

le pieghe che segnano il volto,

le espressioni che le hanno formate.

Se mi baci nelle guance,

sprofondi dentro al mio viso,

in quello spazio morbido e accogliente,

che tiene la tua impronta,

che la memorizza.

Se mi baci nelle guance,

la tua traccia rimane nel mio volto:

ogni volta che guardo qualcuno,

ogni volta che mi sfioro il viso.

E ti porto in giro, agli occhi inconsapevoli e distratti della gente,

e dentro,

nello spazio caldo che rimane e che nessuno vede,

ma che tutti osservano…

in un sorriso di cui non comprendono la ragione,

in una gentilezza che non si aspetterebbero,

in una parola che porta riflesso, nella sua dolcezza, l’effetto di quel bacio.

domenica 11 ottobre 2020

Se mi perdo

 

Cammino sul sentiero sterrato,

tra ciottoli bianchi e una luce splendente.

In testa una dolce melodia,

che rende tutto più chiaro

e un’armonia profonda che mi lega ad ogni cosa.

Poi…

di tanto in tanto…

mi perdo.

Inciampo sul selciato,

e non c’è più quel motivo nella testa,

frotte di pensieri si affollano veloci, come api intorno al polline.

Sembra vogliano riempire tutto lo spazio della mente,

strappare la quiete,

sollevare la bufera.

Tutt’intorno scende rapida la notte,

buia, scura, solitaria.

Il paesaggio è lo stesso,

ma si trasforma.

Cambia colore, come l’umore.

Il passo sicuro si fa incerto,

lo sguardo dritto si piega,

il senso di pienezza si svuota.

Ma poi…

mi raggiunge la tua eco.

La tua voce solida,

in mezzo alla folla dei pensieri.

È come il richiamo del pastore per le pecore smarrite.

Mi riporti in superficie,

a quella dimensione chiara, calma, distesa

E ritorna, pian piano, il passo sicuro,

lo sguardo dritto, la schiena eretta.

Quando accade,

quando ti ascolto,

capisco che non e` la realtà a sparire, ma il mio sguardo ad offuscarsi.

Mi perdo perché ho bisogno di ritornare,

di ripercorrere le strade che mi hanno fatto smarrire

per attraversarle con un altro passo, con un’altra consapevolezza.

E forse, meno sola.

giovedì 17 settembre 2020

Occhi

Occhi.

Portano riflesso quanto hanno veduto.

Sono colmi degli oceani in cui si sono tuffati, 
delle vette che hanno scalato, 
dell'Amore che li ha nutriti.
Si spalancano alla vita pieni di stupore, 
felici di farsi riempire.
Gli occhi del disamore, invece, sono spenti, vuoti, persi. 
Ma anche imploranti. 
Anelano uno sguardo che li faccia tornare alla vita,
un riflesso in cui possano rispecchiarsi,
una lente caleidoscopica, 
per ridare colore, spessore, profondità a ciò che vedono (e che più spesso non vedono).
Chiedono, nel silenzio di uno sguardo, di tornare a ridare forma a un'emozione, 
di riempire di senso la realtà che li circonda.
Orfani rinchiusi in vecchi scantinati, 
domandano un padre e una madre 
che li prendano per mano e li portino alla luce.
Entrare in quegli occhi, senza farsene risucchiare, è come attraversare un sottopasso con una torcia in mano, 
rendersi conto dei tesori meravigliosi nascosti in quei sotterranei
...e aver voglia di dipingere quelle pareti buie con i colori più belli e luminosi che la natura possa offrire.

sabato 15 agosto 2020

Emozioni sensoriali

È freddo e duro il dolore, 

come la lastra di ghiaccio che taglia la strada. 

E` pungente e amara la tristezza,
come la coperta di lana grezza in cui cerchi invano conforto. 

È dolce e scrosciante la gioia, 
come le gocce di un temporale che disseta la terra.

È avvolgente la passione, come le note calde di un liquore bevuto insieme.

Le nostre emozioni: bianche e mute, colorate e loquaci, immobili e vorticose. 

Quando ti prendo la mano, quando ti annuso, quando poggio la testa su di te, sento quel provi, lo avverto sulla pelle, nelle narici, dentro di me. 

E non mi dicano che per comprendere bisogna imparare le lettere, che per esprimersi bisogna parlare. 

Conosco alfabeti muti che comunicano benissimo!




sabato 8 agosto 2020

Tesori

I tuoi occhi mi raccontano un'altra versione di me.

Ciò che avevo smarrito, ciò che giaceva nascosto,

tu lo riporti alla luce ogni giorno, come un tesoro. 

Ma il vero tesoro è in chi sa far riemergere i preziosi e soffia via la polvere, 

affinché la pietra non si confonda con il sasso.

Il vero tesoro sono gli occhi che sanno guardare, le mani che sanno accogliere, i silenzi che sanno rispettare quel sacro mistero che abita le profondità 


giovedì 27 febbraio 2020

Attimi

E poi c'è la gioia perfetta.
Quegli attimi di condivisione,
in cui siamo sotto lo stesso cielo,
dimentichi di ieri, sgravati dal domani,
abbracciati dentro un raggio di sole,
raggomitolati dentro i nostri corpi,
rapiti nei nostri sguardi,
persi in una melodia che cantiamo ad una voce.

martedì 6 dicembre 2016

Ho fermato la corsa

Pensieri sparsi.
Ho fermato la corsa; ho svuotato la borsa.
Se ne stanno lì, sparpagliati,
tanti, scuri e avvelenati.
C'è la rabbia, graffiante come sabbia.
C'è un dolore, che mangia il cuore.
Brandelli di sangue, nel torace esangue.
Grido prepotente, che si nutre del suo niente.
Sentimenti calpestati. Brutalmente sciacallati.
Strappati, come erbaccia cattiva,
da quella mano ove ti credevi viva.
La sentivi quella mano...mentre era già lontano.
"Su un altro corpo?"
Atroce veleno.
Ti nutri del mio sangue, come carogna,
instillando il dubbio della menzogna.
La speranza che si scolla, e la vita che barcolla.

Sentirsi spodestati dal trono degli amati,
è come cadere inermi su una terra piena di vermi.
Vedi ciò che non vorresti: deliri e allucinazioni,
o lucide visioni?
Il sorriso su un altro viso.
Avvicinamenti e ammiccamenti...
mentre vuoto è il tuo sguardo perso,
nell'indecifrabile universo.

Rimbomba il tuo corpo vuoto,
ora che lo senti così ignoto.
E non sai più tender la mano,
ora che tutto è così lontano.


lunedì 12 settembre 2016

Fenice

Varcai la soglia di quell'istante,
e la volli varcare così,
col cuore aperto,
totalmente scoperto.

Varcai la soglia,
come l'unica cosa che in vita si voglia.

Sapevo che passarvi attraverso,
non sarebbe stato un cielo terso.
Sapevo che il fango mi avrebbe sporcato,
il vetro tagliato,
la pioggia bagnato.

Sapevo che il mondo stava lì,
oltre la rabbia e la paura,
che si assiepava scura.

Sapevo che avrei pianto il distacco,
e nel cuore vissuto uno spacco.
Sapevo...sapevo perfettamente,
che non sarebbe rimasto niente.
Nulla da portare con sé,
se non il pensiero di te.
Pensiero stupendo,
sebbene tremendo.

Entrai così,
a testa alta,
alle prime luci della ribalta.

Portai semplicemente all'orecchio,
ciò che già avevo scorto nello specchio.

E ora reggo, sulla fronte,
tutto il peso di quelle impronte.

Il solco che hai lasciato,
come un campo seminato.
L'erba falciata,
strappata alla terra,
come i morti caduti in guerra.

La prendo tra le braccia,
me la spargo sulla faccia.

L'accolgo come acqua fresca,
scrosciante nella tempesta.

E rinasco.
Una Fenice,
che tace, e più non dice.






sabato 27 agosto 2016

La guerra del cuore

Mi afferri,
e mi riporti al centro del mondo.
'Che la vita in periferia è solo un angolo rotondo,
chiuso e confinato,
dietro un vetro già appannato.
Siamo qui, su questa terra,
per vincere una guerra:
non quella con le armi,
dei soldati e dei gendarmi;
la guerra che si fa col cuore,
ben oltre ogni clamore.
La guerra, che oltraggia la mente,
e sfida ogni forma assente.
La guerra, quella pura,
che coinvolge ogni creatura.

giovedì 14 luglio 2016

Per le strade

Per le strade
ho corso,
nel rumore svelto dei miei passi.

Per le strade
ho camminato veloce,
al ritmo frenetico dei miei pensieri.

...Per le strade
ti ho dato la mano,
nel battito lento del cuore.

Per le strade
sei sempre con me,
anche quando la mia ombra è una,
una,
...e i pensieri milioni.

mercoledì 1 giugno 2016

Nessuno si salva da solo

A lungo ho abitato i margini,
calpestato confini,
camminato sul bordo sdrucciolevole del sentiero.

Poi…
come ti fossi affacciato alla finestra,
sei sceso in strada,
mi hai preso per mano,
e mi hai portato lì,
in quel centro che temevo,
facendomi sentire sicura.

Ancora, talvolta,
il sentiero polveroso mi chiama,
come un’ombra
e mi trascina a sè.

Mi difendo…da non so cosa,
sferrando colpi in una lotta sbagliata.
Mi lancio,
contro mulini a vento,
quando...mi afferri il braccio,
lo stringi, mentre mi dimeno.
E mi fa capire,
la tua presa salda,
per cosa vale veramente lottare.

E sono di nuovo qui,
con te,
ad imparare a stare al mondo. 

giovedì 28 aprile 2016

La cosa più bella e più delicata

La cosa più bella,
più delicata
è avvertire il tuo essere, la tua presenza
nel contatto con il mio essere, la mia presenza.

La cosa più bella,
più delicata
è sentirsi sorretti
dalla sola, unica forza che ci tiene eretti.

La cosa più bella,
più delicata
è sentire vibrare un'emozione,
e non vergognarsi della sua espressione.

La cosa più bella,
più delicata
è poter condividere un pianto,
come una risata.

La cosa più bella,
più delicata
è sentire il bordo fragile del proprio io
e goderne il dissolversi
nella forma solida del noi.


martedì 1 marzo 2016

Ti avverto

Ti avverto,
come l'odore della pioggia quando sta per arrivare,
come il respiro del vento
che si sta per levare,
come il calore intenso
della lacrima che sta per sgorgare,
o il bordo di un sorriso
che si sta per affacciare.
Ti avverto,
come si avvertono le cose quando stanno per nascere.
Ed e` tutto li`, in quel sentire cio` che ancora non e` svelato,
che l'amore sgorga e si sprigiona.
Nel bocciolo, non nel petalo.
Nel silenzio, non nel fragore.
Nel lasciar andare e non afferrare.

Bellezza
che non si puo` descrivere,
ma solo assaporare.

venerdì 22 maggio 2015

Come il vento

Amore è come il vento.
Arriva inaspettato.

Raffiche potenti,
voce sibilante.

Debole chi credendosi forte prova a ripararsi,
sferzato da gelo inesorabile.

Invincibile chi credendosi fragile si arrende,
cullato dalla dolce carezza.

Spighe di grano
che si piegano al vento.

Lasciandoci andare,
siamo portati vicini.

Disarmati,
diventiamo scudo l'un per l'altro.

Finché nel sole ci incontriamo.

...e tutto il resto si dissolve.

Solo un punto rimane:
un punto di contatto.

E in quel punto...
...gioia, follia, tripudio,
e poi calma, dolcezza, abbandono.

Forte-fortissimo,
piano-pianissimo.

Insieme.
Nel ritmo del vento.





martedì 11 novembre 2014

La stessa spiaggia


Corre, la cavalla selvaggia.
Il vento in mezzo alla criniera,
le zampe che si posano a terra,
le zolle umide sotto gli zoccoli.
Ebbrezza
di un galoppo a briglie sciolte.

Si ferma,
prende fiato
e rabbrividisce,
sentendolo dietro di sé.

Sono due cavalli
che hanno corso lungo strade diverse.

Ma oggi hanno scelto la stessa spiaggia,
inconsapevoli di incontrarsi,
eppure certi
di trovar rifugio in quell'angolo di terra.

Si volta, la cavalla,
e lo scorge.

Quello sguardo da puledro,
lo riconoscerebbe ovunque.


C'è qualcosa lì dentro,
che non riesce ad afferrare,
che sa di infinito,
che parla
senza parole.












lunedì 1 settembre 2014

Indissolubile unione feconda




Lo vedi?

La montagna si staglia contro il cielo
e l'uno e l'altra si definiscono reciprocamente.

Pur senza toccarsi,
sono indissolubilmente uniti.

Il cielo scende a illuminar la terra
e acquistare - donandosi - un senso;
la terra si solleva a cercare il cielo
e trovare - elevandosi - il suo respiro.