E' a te che penso,
ogni volta che vedo una cosa bella,
quando il sole invade il cuore
e scalda le pietre
che rilasciano a notte il loro calore
quando alzo gli occhi al cielo,
muto, vasto e sconfinato
e scende nella gola
un sapore di acqua e di sale
martedì 23 dicembre 2014
mercoledì 3 dicembre 2014
L'onda e lo scoglio
Rumore delle onde:
schiaffi sugli scogli.
Dura pietra,
che spezzi la forza vitale
e la rigetti alla sua fonte.
Non sei la sabbia,
che accoglie dolcemente,
ma l'onda ti cerca
nel suo periglioso fluttuare.
E tu,
roccia incatenata alla tua terra,
fissa, non la puoi seguire.
Brevi ma imperituri attimi i vostri incontri,
un bacio:
forte e violento,
amaro e dolce,
fugace ed eterno.
E mai cesserete di stare così,
sotto l'influsso della potente Luna.
lunedì 24 novembre 2014
Sentire
Quanto mi è più affine il dolce fruscio delle foglie,
dell'umano vociare.
Quanto mi è di conforto la carezza della sera,
sopra i gesti distratti e irrispettosi.
Volgo a te il mio sguardo,
o cielo,
che mi parli in silenzio.
A volte sono grida,
le mie,
che cercano risposta.
Dove sei,
dove ti nascondi,
quando non ti trovo?
Se ti cerco con la ragione
sei distante, incomprensibile, spietato.
Se ti ascolto col cuore,
sei l'eco della terra,
la linfa vitale,
il conforto nei giorni.
dell'umano vociare.
Quanto mi è di conforto la carezza della sera,
sopra i gesti distratti e irrispettosi.
Volgo a te il mio sguardo,
o cielo,
che mi parli in silenzio.
A volte sono grida,
le mie,
che cercano risposta.
Dove sei,
dove ti nascondi,
quando non ti trovo?
Se ti cerco con la ragione
sei distante, incomprensibile, spietato.
Se ti ascolto col cuore,
sei l'eco della terra,
la linfa vitale,
il conforto nei giorni.
martedì 11 novembre 2014
La stessa spiaggia
Corre, la cavalla selvaggia.
Il vento in mezzo alla criniera,
le zampe che si posano a terra,
le zolle umide sotto gli zoccoli.
Ebbrezza
di un galoppo a briglie sciolte.
Si ferma,
prende fiato
e rabbrividisce,
sentendolo dietro di sé.
Sono due cavalli
che hanno corso lungo strade diverse.
Ma oggi hanno scelto la stessa spiaggia,
inconsapevoli di incontrarsi,
eppure certi
di trovar rifugio in quell'angolo di terra.
Si volta, la cavalla,
e lo scorge.
Quello sguardo da puledro,
lo riconoscerebbe ovunque.
C'è qualcosa lì dentro,
che non riesce ad afferrare,
che sa di infinito,
che parla
senza parole.
martedì 28 ottobre 2014
Potenza
Il cuore freme,
la gola brucia.
Temporale in atto.
Lacrime sottili,
gli occhi appena bagnati,
unico segno di una tempesta interna.
Nuvole cariche di pioggia sono state squarciate.
La luce di un lampo,
il fragore del tuono.
Il cielo è sceso in terra
e l'arida polvere trasformata in fango.
Cedono le dighe,
erette ad argine.
Avvolgimi,
stravolgimi,
perchè non mi sottrarrò.
Potenza,
che mi porti al contatto col mio vero essere.
la gola brucia.
Temporale in atto.
Lacrime sottili,
gli occhi appena bagnati,
unico segno di una tempesta interna.
Nuvole cariche di pioggia sono state squarciate.
La luce di un lampo,
il fragore del tuono.
Il cielo è sceso in terra
e l'arida polvere trasformata in fango.
Cedono le dighe,
erette ad argine.
Avvolgimi,
stravolgimi,
perchè non mi sottrarrò.
Potenza,
che mi porti al contatto col mio vero essere.
giovedì 9 ottobre 2014
Inno alla fragilità
Le ossa sembrano frammenti di cocci rotti questa sera,
un’accozzaglia scomposta
si muove sotto l’involucro cutaneo.
Il corpo,
improvvisamente,
non è più sostenuto da nulla.
Dov’è finito il solido scheletro?
Chissà…
Solo disagio:
uno strano,
pesante,
senso di disagio.
Bisogna trovare immediatamente una maschera,
un sorriso sicuro,
un tono allegro.
Ma questa sera non c’è niente!
Nient’altro che smarrimento
e il tonfo,
rumoroso,
del cuore.
Le labbra sono tremule,
la parola svuotata,
gli occhi persi,
i movimenti incerti.
Ci hanno insegnato a rammendare il vestito strappato,
a mettere il cerotto sulla ferita,
a coprire l’errore sul quaderno,
ad asciugare in fretta le lacrime.
E così, forse, ci siamo abituati a vivere…
Percependo il vuoto come mancanza,
l’incertezza come angoscia,
il silenzio come intollerabile assenza.
Ma sono proprio questo spazio e questa fragilità
ad essere così meravigliosamente,
generativi!
Non morte, ma vita,
non staticità, ma movimento finissimo.
Come il seme, che sta a lungo sottoterra prima di assumere
una forma visibile,
come l’albero, che deve perdere tutte le foglie,
prima di rifiorire...
Amo la fragilità,
perché è lì - ne sono certa - l’anticamera della vera forza!!!
martedì 9 settembre 2014
Temporale estivo
E così,
in mezzo alla giornata calda e afosa, nella sua monotonia,
inizia a piovere.
Diluvia.
E' una pioggia rabbiosa,
che scende veloce, tanta!
Batte sull'asfalto,
picchia,
scuote il terreno.
Vorrebbe spazzar via tutto,
e al contempo...
...baciare ogni singola porzione di quella terra così difficile.
Si solleva un fumo
caldo e denso,
il fumo di un suolo che ha sete,
che risponde a quell'attacco imprevisto
con lo stesso, insaziabile, desiderio
di scambiare il suo vapore, il suo alito,
con quello dell'acqua.
Freddo e caldo, secco e umido, frenesia e stabilità
si compenetrano per un attimo.
E d'improvviso si compie il miracolo.
Mentre la pioggia si placa e gli ultimi fumi salgono al cielo,
nasce l'arcobaleno:
ponte di luce,
che colora quelle due estremità grigie.
E per un istante non sono più vuote e distanti,
non più forsennatamente assenti,
ma unite da una presenza
che colma e placa l'ardore,
consacrandolo in un'aura d'amore.
in mezzo alla giornata calda e afosa, nella sua monotonia,
inizia a piovere.
Diluvia.
E' una pioggia rabbiosa,
che scende veloce, tanta!
Batte sull'asfalto,
picchia,
scuote il terreno.
Vorrebbe spazzar via tutto,
e al contempo...
...baciare ogni singola porzione di quella terra così difficile.
Si solleva un fumo
caldo e denso,
il fumo di un suolo che ha sete,
che risponde a quell'attacco imprevisto
con lo stesso, insaziabile, desiderio
di scambiare il suo vapore, il suo alito,
con quello dell'acqua.
Freddo e caldo, secco e umido, frenesia e stabilità
si compenetrano per un attimo.
E d'improvviso si compie il miracolo.
Mentre la pioggia si placa e gli ultimi fumi salgono al cielo,
nasce l'arcobaleno:
ponte di luce,
che colora quelle due estremità grigie.
E per un istante non sono più vuote e distanti,
non più forsennatamente assenti,
ma unite da una presenza
che colma e placa l'ardore,
consacrandolo in un'aura d'amore.
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