giovedì 10 dicembre 2020

L'anima

 L’anima è femmina.

È maliziosa, irriverente, impietosa,

Si mostra velata, per spingerti a disvelarla.

Appare pacata, ma ha una forza dirompente, generativa.

È testarda, determinata, caparbia.

Ti dà fiducia,

pur sapendo che la tradirai;

perché sa che l’unico a pagare il conto sarai tu stesso.

Tu, che non potrai sfuggire al suo sguardo limpido.

Sa che la metterai a tacere. E aspetta.

Non si impone. Sa attendere. Conosce i tempi.

Quanto più alzerai la voce,

tanto più il suo silenzio ti tormenterà.

Quanto più ti specchierai in lei,

tanto più scoprirai un’anima dolce, accogliente, comprensiva.

Dai tuoi errori non cerca vendetta.

Non vuole il suo bene, ma il TUO.

Ti mette di fronte a scelte importanti, sussurrandoti i suoi consigli.

Non ti lascia solo, ma libero.

A te la scelta, a te la decisione:

resisterle, o lasciarti avvolgere nella sua presa?

martedì 1 dicembre 2020

L'odore del mare

 L’odore del mare è diverso, quando lo si respira da soli.

Ti entra dentro,

ti spettina i polmoni,

ti riempie il torace,

ti muove emozioni.

L’odore del mare arriva intenso, come una ferita.

Ti schiaffeggia o ti accarezza,

a seconda di come arriva,

di come lo prendi, di come ti senti.

È fredda la sabbia sotto i piedi nudi.

Vorresti sprofondarci, 

ma devi essere dura, perché non c’è nessuno che ti sorregge se ci affondi.

L’odore del mare è più intenso quando si mischia alle emozioni.

Ti inebria come un liquore,

ma devi stare attenta.

Non farlo scendere fino in fondo ai polmoni,

perché non puoi appoggiarti a nessuno se perdi l’equilibrio.

E allora alzi la sciarpa.

Ti difendi come puoi.

Perché vorresti godertelo tutto,

ma non ce la fai.

venerdì 27 novembre 2020

La mia sensibilità

Amata e odiata compagna,

che mi segui come un’ombra,

e rischiari come luce.

Sei fiamma che fa scoppiare la vita;

sei fuoco che riduce in cenere.

Hai pareti di carta sottili e porose,

e chiavi che aprono serrature arrugginite.

Mi rendi varco sul mondo, porta aperta all’altro.

Trasformi gli occhi in caleidoscopi colorati.

Mi fai commuovere e intenerire, appassionare ed entusiasmare.

Fiumi di gioia e cascate di allegria,

dentro un petto troppo piccolo per trattenerle.

La felicità dilaga come un oceano: non conosce argini, non vuole confini.

Si leva leggera come un aquilone,

che trascina la mano del bimbo che lo segue e incolla a sé gli occhi di chi lo vede volare.

A contrappeso, mi metti in contatto con la tristezza,

e allora ti annodi tenacemente al cuore e non molli la presa.

I tuoi muri diventano sempre più alti, stretti, solidi.

Frapponi così un abisso tra un’interiorità che viene sbranata voracemente,

e un’esteriorità con cui non riesco più a comunicare.

Mi sento estranea, diversa, lontana.

Accade così che anche una carezza tanto ricercata possa farmi vacillare,

come il battito d’ali di un gabbiano, che involandosi apre cerchi d’acqua

e scompiglia la superficie piatta del mare.

E tutto ricomincia di nuovo. 

 

lunedì 16 novembre 2020

I volti dell'amore

L’amore ha mille volti: diversi, singolari, eppure tutti in cerca di un altro in cui specchiarsi, da cui sentirsi accolti, riconosciuti, legittimati.

Ha gli occhi vispi e irriverenti di un bambino, un sorriso che ti apre il cuore e quella spontaneità di cui l’amore si nutre.

Ha l’aspetto fiero, a volte implorante, di un anziano, la cui faccia è quella dell’amore tenace, che la vita ha riempito di dolcezza, ma anche di disincanto, di sogni e di realtà.

Ha la bocca morbida e passionale dell’età matura; il volto deciso, che cerca voracemente la propria affermazione, che si nutre di piacere, ma anche di condivisione, di entusiasmo e di passi fatti insieme. 

Ha la falcata di un ghepardo, la tenerezza di un cerbiatto, la delicatezza di una farfalla, il ruggito di un leone, la fedeltà di un cane e l’indipendenza di un gatto. Ha spire morbide e avvolgenti come quelle di un serpente, ha mille sonagli e un solo desiderio: che alla sua voce risponda un’eco.

Ha mille volti l’amore, perché ad ognuno corrisponde il proprio modo d’amare. E ognuno cerca la sua controparte, perché sa che in fondo è quella l’immagine che gli corrisponde, dentro cui si può specchiare, di fronte a cui può levare la maschera.

Perché è solo l’Amore che sa apprezzare i difetti, annientare le debolezze, offrire la propria spalla, ricevere la mano dell’altro.

sabato 24 ottobre 2020

Giallo, rosso, arancione: la poesia dei colori

Autunno,

me ne vado in giro, con le mani in tasca,
il corpo attraversato da un sottile brivido di freddo,
che volta le spalle all’estate e punta all’inverno.


L’umidità ha reso l’asfalto bagnato,
e ora svaporano le nuvole,
riaprendo il cielo a un tenue azzurro.


Foglie gialle ricoprono il viale alberato:
coriandoli, color zafferano, che qualcuno ha sparso a terra,
per attenuare il grigiore e ammorbidire il cammino.


Si tingono d’arancione le fronde degli alberi,
slanciati nella volta celeste.


Un Artista ha spennellato di rosso cremisi
quel quadro vivo
che si spalanca ora innanzi agli occhi.


Osservo l’irruenza del colore,
la scarica violenta che la dolcezza provoca
nei più profondi reconditi d’anima.
È come sentirsi proiettati all’infinito dentro un tramonto infuocato,
come sentirsi abbracciati dai raggi del sole,
come ardere di una vita accesa,
che divora la spenta morte.


È come l’urlo del pennello, impregnato di colore, che si staglia sulla tela grigia,
come la delicatezza del crepuscolo,
che concede all’animo ancora qualche minuto di chiarore,
prima dell’avanzare della notte.


E al contempo…
queste foglie che mutano aspetto,
mi ricordano le trasformazioni del volto,
così verde e tenero, nella giovinezza,
così carico di storia, emozioni, colori, nella maturità della vita,
che lo ha trasformato.

lunedì 12 ottobre 2020

Il bacio nelle guance

“Ci dev’essere un errore”- pensa il lettore - “Il bacio sulle guance”, si sarebbe dovuto scrivere.

E invece no!

È una preposizione che fa la differenza.

Nelle guance significa dentro, in mezzo.

Non in superficie, non distrattamente, non per convenevoli.

Se mi baci nelle guance,

baci tutta la carne che serve per tenderle in un sorriso,

baci le lacrime che le hanno attraversate,

le pieghe che segnano il volto,

le espressioni che le hanno formate.

Se mi baci nelle guance,

sprofondi dentro al mio viso,

in quello spazio morbido e accogliente,

che tiene la tua impronta,

che la memorizza.

Se mi baci nelle guance,

la tua traccia rimane nel mio volto:

ogni volta che guardo qualcuno,

ogni volta che mi sfioro il viso.

E ti porto in giro, agli occhi inconsapevoli e distratti della gente,

e dentro,

nello spazio caldo che rimane e che nessuno vede,

ma che tutti osservano…

in un sorriso di cui non comprendono la ragione,

in una gentilezza che non si aspetterebbero,

in una parola che porta riflesso, nella sua dolcezza, l’effetto di quel bacio.

domenica 11 ottobre 2020

Se mi perdo

 

Cammino sul sentiero sterrato,

tra ciottoli bianchi e una luce splendente.

In testa una dolce melodia,

che rende tutto più chiaro

e un’armonia profonda che mi lega ad ogni cosa.

Poi…

di tanto in tanto…

mi perdo.

Inciampo sul selciato,

e non c’è più quel motivo nella testa,

frotte di pensieri si affollano veloci, come api intorno al polline.

Sembra vogliano riempire tutto lo spazio della mente,

strappare la quiete,

sollevare la bufera.

Tutt’intorno scende rapida la notte,

buia, scura, solitaria.

Il paesaggio è lo stesso,

ma si trasforma.

Cambia colore, come l’umore.

Il passo sicuro si fa incerto,

lo sguardo dritto si piega,

il senso di pienezza si svuota.

Ma poi…

mi raggiunge la tua eco.

La tua voce solida,

in mezzo alla folla dei pensieri.

È come il richiamo del pastore per le pecore smarrite.

Mi riporti in superficie,

a quella dimensione chiara, calma, distesa

E ritorna, pian piano, il passo sicuro,

lo sguardo dritto, la schiena eretta.

Quando accade,

quando ti ascolto,

capisco che non e` la realtà a sparire, ma il mio sguardo ad offuscarsi.

Mi perdo perché ho bisogno di ritornare,

di ripercorrere le strade che mi hanno fatto smarrire

per attraversarle con un altro passo, con un’altra consapevolezza.

E forse, meno sola.