Ho parole dentro al cuore,
che tremano al rumore.
Ho pensieri nella testa,
che mi tengon sempre desta.
Ho emozioni nelle vene:
che sciolgono catene.
Ho orizzonti sconfinati,
negli occhi spalancati.
Ho una forza nelle gambe,
che nutre il petto esangue.
Ho un calore nelle mani,
che riservo all'indomani.
Ho l'oceano sconfinato,
nel mio corpo rannicchiato.
Ho la vita tra i capelli,
che si sciolgono ribelli.
Ho le vele, sempre tese,
che non sono mai arrese.
Ho il coraggio silenzioso,
ch'è il mio bene più prezioso.
martedì 23 agosto 2016
mercoledì 3 agosto 2016
E poi, d'un tratto
E poi, d'un tratto,
ti rendi conto di essere tu...
a diventare padre e madre di te stesso.
Tu, con quella faccia che non riconosci.
Tu, con quell'espressione,
malinconica o sorridente,
a poter trasformare in sogni
una stella cadente
ti rendi conto di essere tu...
a diventare padre e madre di te stesso.
Tu, con quella faccia che non riconosci.
Tu, con quell'espressione,
malinconica o sorridente,
a poter trasformare in sogni
una stella cadente
martedì 2 agosto 2016
I ricordi
"Conserva i momenti,
conservali nei ricordi".
Così ci ripetono sin da piccini.
Ma talvolta, bimbo mio,
i ricordi sono lacrime e sale.
Sono una stretta alla gola,
un cappio al collo.
Sono lama tagliente,
che squarcia di netto antiche suture.
Sono gelo nelle ossa,
brivido che attraversa il corpo.
Sono lacrime amare...
per una bellezza che non c'è più,
per una speranza infranta,
per una presenza che se n'è andata.
I ricordi, bimbo mio,
appartengono a un tempo che si è dissolto,
sono il vaso del miele,
che ti ha nutrito e che ora è vuoto innanzi a te.
Possono darti forza,
ma nella misura in cui
scegli di spezzare le catene del passato,
e incedere - più saldo - sul terreno sassoso della vita.
Conservali, allora, i ricordi,
ma riempiti del presente,
rotolati nel futuro.
Perché questo è tempo da costruire.
Ri-edificàti,
progettati.
Alleggerisciti.
La vivacità dei colori sulla tela,
ci può servire...
...per dipingerne una nuova.
conservali nei ricordi".
Così ci ripetono sin da piccini.
Ma talvolta, bimbo mio,
i ricordi sono lacrime e sale.
Sono una stretta alla gola,
un cappio al collo.
Sono lama tagliente,
che squarcia di netto antiche suture.
Sono gelo nelle ossa,
brivido che attraversa il corpo.
Sono lacrime amare...
per una bellezza che non c'è più,
per una speranza infranta,
per una presenza che se n'è andata.
I ricordi, bimbo mio,
appartengono a un tempo che si è dissolto,
sono il vaso del miele,
che ti ha nutrito e che ora è vuoto innanzi a te.
Possono darti forza,
ma nella misura in cui
scegli di spezzare le catene del passato,
e incedere - più saldo - sul terreno sassoso della vita.
Conservali, allora, i ricordi,
ma riempiti del presente,
rotolati nel futuro.
Perché questo è tempo da costruire.
Ri-edificàti,
progettati.
Alleggerisciti.
La vivacità dei colori sulla tela,
ci può servire...
...per dipingerne una nuova.
martedì 26 luglio 2016
Ho nutrito la vita
Ho nutrito il mio spirito con acqua di fonte. L'ho nutrito con aria pura di montagna.
Ho assaporato il vento sferzante, il ghiaccio pungente, il freddo gelido sulla pelle...nelle ossa.
Ho nutrito il mio spirito col profumo di salsedine, le onde forti sugli scogli, il riverbero della luce in mare.
Mi sono abbandonata al vento di Scirocco, al caldo che leva i sentimenti,
al sole, che brucia gli occhi e li fa sanguinare.
La sabbia rovente sotto i piedi,
la roccia dura sulla via dell'ascesa.
L'odore acre del sudore,
la pelle bagnata,
il sale in gola.
I muscoli tesi nello sforzo, i neuroni liquefatti.
La lotta aspra del corpo, della mente
per tenere una presa che sfugge continuamente.
C'è una prepotenza - nella natura - che risveglia i nostri umori:
ancestrali sentimenti, di una lotta per la sopravvivenza...
...costante, reiterata.
Ho assaporato il vento sferzante, il ghiaccio pungente, il freddo gelido sulla pelle...nelle ossa.
Ho nutrito il mio spirito col profumo di salsedine, le onde forti sugli scogli, il riverbero della luce in mare.
Mi sono abbandonata al vento di Scirocco, al caldo che leva i sentimenti,
al sole, che brucia gli occhi e li fa sanguinare.
La sabbia rovente sotto i piedi,
la roccia dura sulla via dell'ascesa.
L'odore acre del sudore,
la pelle bagnata,
il sale in gola.
I muscoli tesi nello sforzo, i neuroni liquefatti.
La lotta aspra del corpo, della mente
per tenere una presa che sfugge continuamente.
C'è una prepotenza - nella natura - che risveglia i nostri umori:
ancestrali sentimenti, di una lotta per la sopravvivenza...
...costante, reiterata.
martedì 19 luglio 2016
E' tempo di essere
Non basta affacciarsi,
bisogna scendere in strada.
Non basta calzare scarpe,
bisogna camminarci.
Non basta osservare,
bisogna entrare.
Non basta dire,
bisogna ascoltare.
Non basta sapere,
bisogna vivere.
Non basta vedere,
bisogna saper chiudere gli occhi.
Non basta lanciare,
bisogna prendere quel che arriva.
Non basta ricevere,
bisogna accogliere.
Non basta prendere,
bisogna dare.
Non basta,
non basta fare,
è tempo di essere!
bisogna scendere in strada.
Non basta calzare scarpe,
bisogna camminarci.
Non basta osservare,
bisogna entrare.
Non basta dire,
bisogna ascoltare.
Non basta sapere,
bisogna vivere.
Non basta vedere,
bisogna saper chiudere gli occhi.
Non basta lanciare,
bisogna prendere quel che arriva.
Non basta ricevere,
bisogna accogliere.
Non basta prendere,
bisogna dare.
Non basta,
non basta fare,
è tempo di essere!
giovedì 14 luglio 2016
Per le strade
Per le strade
ho corso,
nel rumore svelto dei miei passi.
Per le strade
ho camminato veloce,
al ritmo frenetico dei miei pensieri.
...Per le strade
ti ho dato la mano,
nel battito lento del cuore.
Per le strade
sei sempre con me,
anche quando la mia ombra è una,
una,
...e i pensieri milioni.
ho corso,
nel rumore svelto dei miei passi.
Per le strade
ho camminato veloce,
al ritmo frenetico dei miei pensieri.
...Per le strade
ti ho dato la mano,
nel battito lento del cuore.
Per le strade
sei sempre con me,
anche quando la mia ombra è una,
una,
...e i pensieri milioni.
mercoledì 1 giugno 2016
Nessuno si salva da solo
A lungo ho abitato i margini,
calpestato confini,
camminato sul bordo sdrucciolevole del sentiero.
Poi…
come ti fossi affacciato alla finestra,
sei sceso in strada,
mi hai preso per mano,
e mi hai portato lì,
in quel centro che temevo,
facendomi sentire sicura.
Ancora, talvolta,
il sentiero polveroso mi chiama,
come un’ombra
e mi trascina a sè.
come un’ombra
e mi trascina a sè.
Mi difendo…da non so cosa,
sferrando colpi in una lotta sbagliata.
Mi lancio,
contro mulini a vento,
quando...mi afferri il braccio,
lo stringi, mentre mi dimeno.
E mi fa capire,
la tua presa salda,
per cosa vale veramente lottare.
E sono di nuovo qui,
con te,
ad imparare a stare al mondo.
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