giovedì 15 gennaio 2015

Paradossi di una carezza

Una carezza,
...e tornano a farsi vive
le ferite sottopelle.

Le ritrovo nella tua mano,
capace di richiamarle,
come di prenderle,
per attutirle.

...Poi stacchi la mano,
ed è come strappare un cerotto,
come togliere una coperta calda
a un bambino che trema.

Farei a meno del freddo,
farei a meno di tornare a indurire la pelle.

Ma pare che la vita
ci chieda di esistere,
temprandoci,
con coraggio e con forza.








martedì 23 dicembre 2014

E' a te

E' a te che penso,
ogni volta che vedo una cosa bella,

quando il sole invade il cuore
e scalda le pietre
che rilasciano a notte il loro calore

quando alzo gli occhi al cielo,
muto, vasto e sconfinato

e scende nella gola
un sapore di acqua e di sale

mercoledì 3 dicembre 2014

L'onda e lo scoglio


Rumore delle onde:
schiaffi sugli scogli.

Dura pietra,
che spezzi la forza vitale
e la rigetti alla sua fonte.

Non sei la sabbia,
che accoglie dolcemente,
ma l'onda ti cerca
nel suo periglioso fluttuare.
E tu,
roccia incatenata alla tua terra,
fissa, non la puoi seguire.

Brevi ma imperituri attimi i vostri incontri,
un bacio:
forte e violento,
amaro e dolce,
fugace ed eterno.

E mai cesserete di stare così,
sotto l'influsso della potente Luna. 


lunedì 24 novembre 2014

Sentire

Quanto mi è più affine il dolce fruscio delle foglie,
dell'umano vociare.
Quanto mi è di conforto la carezza della sera,
sopra i gesti distratti e irrispettosi.

Volgo a te il mio sguardo,
o cielo,
che mi parli in silenzio.

A volte sono grida,
le mie,
che cercano risposta.

Dove sei,
dove ti nascondi,
quando non ti trovo?

Se ti cerco con la ragione
sei distante, incomprensibile, spietato.

Se ti ascolto col cuore,
sei l'eco della terra,
la linfa vitale,
il conforto nei giorni.









martedì 11 novembre 2014

La stessa spiaggia


Corre, la cavalla selvaggia.
Il vento in mezzo alla criniera,
le zampe che si posano a terra,
le zolle umide sotto gli zoccoli.
Ebbrezza
di un galoppo a briglie sciolte.

Si ferma,
prende fiato
e rabbrividisce,
sentendolo dietro di sé.

Sono due cavalli
che hanno corso lungo strade diverse.

Ma oggi hanno scelto la stessa spiaggia,
inconsapevoli di incontrarsi,
eppure certi
di trovar rifugio in quell'angolo di terra.

Si volta, la cavalla,
e lo scorge.

Quello sguardo da puledro,
lo riconoscerebbe ovunque.


C'è qualcosa lì dentro,
che non riesce ad afferrare,
che sa di infinito,
che parla
senza parole.












martedì 28 ottobre 2014

Potenza

Il cuore freme,
la gola brucia.
Temporale in atto.

Lacrime sottili,
gli occhi appena bagnati,
unico segno di una tempesta interna.

Nuvole cariche di pioggia sono state squarciate.

La luce di un lampo,
il fragore del tuono.

Il cielo è sceso in terra
e l'arida polvere trasformata in fango.

Cedono le dighe,
erette ad argine.

Avvolgimi,
stravolgimi,

perchè non mi sottrarrò.

Potenza,

che mi porti al contatto col mio vero essere.





giovedì 9 ottobre 2014

Inno alla fragilità

Le ossa sembrano frammenti di cocci rotti questa sera,
un’accozzaglia scomposta
si muove sotto l’involucro cutaneo.
Il corpo,
improvvisamente,
non è più sostenuto da nulla.
Dov’è finito il solido scheletro?
Chissà…



Solo disagio:
uno strano,
pesante,
senso di disagio.

Bisogna trovare immediatamente una maschera,
un sorriso sicuro,
un tono allegro.
Ma questa sera non c’è niente!
Nient’altro che smarrimento
e il tonfo,
rumoroso,
del cuore.

Le labbra sono tremule,
la parola svuotata,
gli occhi persi,
i movimenti incerti.

Ci hanno insegnato a rammendare il vestito strappato,
a mettere il cerotto sulla ferita,
a coprire l’errore sul quaderno,
ad asciugare in fretta le lacrime.

E così, forse, ci siamo abituati a vivere…
Percependo il vuoto come mancanza,
l’incertezza come angoscia,
il silenzio come intollerabile assenza.

Ma sono proprio questo spazio e questa fragilità
ad essere così meravigliosamente,
generativi!

Non morte, ma vita,
non staticità, ma movimento finissimo.

Come il seme, che sta a lungo sottoterra prima di assumere una forma visibile,
come l’albero, che deve perdere tutte le foglie,
prima di rifiorire...

Amo la fragilità,
perché è lì - ne sono certa - l’anticamera della vera forza!!!