giovedì 9 ottobre 2014

Inno alla fragilità

Le ossa sembrano frammenti di cocci rotti questa sera,
un’accozzaglia scomposta
si muove sotto l’involucro cutaneo.
Il corpo,
improvvisamente,
non è più sostenuto da nulla.
Dov’è finito il solido scheletro?
Chissà…



Solo disagio:
uno strano,
pesante,
senso di disagio.

Bisogna trovare immediatamente una maschera,
un sorriso sicuro,
un tono allegro.
Ma questa sera non c’è niente!
Nient’altro che smarrimento
e il tonfo,
rumoroso,
del cuore.

Le labbra sono tremule,
la parola svuotata,
gli occhi persi,
i movimenti incerti.

Ci hanno insegnato a rammendare il vestito strappato,
a mettere il cerotto sulla ferita,
a coprire l’errore sul quaderno,
ad asciugare in fretta le lacrime.

E così, forse, ci siamo abituati a vivere…
Percependo il vuoto come mancanza,
l’incertezza come angoscia,
il silenzio come intollerabile assenza.

Ma sono proprio questo spazio e questa fragilità
ad essere così meravigliosamente,
generativi!

Non morte, ma vita,
non staticità, ma movimento finissimo.

Come il seme, che sta a lungo sottoterra prima di assumere una forma visibile,
come l’albero, che deve perdere tutte le foglie,
prima di rifiorire...

Amo la fragilità,
perché è lì - ne sono certa - l’anticamera della vera forza!!!



martedì 9 settembre 2014

Temporale estivo

E così,
in mezzo alla giornata calda e afosa, nella sua monotonia,
inizia a piovere.

Diluvia.

E' una pioggia rabbiosa,
che scende veloce, tanta!

Batte sull'asfalto,
picchia,
scuote il terreno.

Vorrebbe spazzar via tutto,
e al contempo...

...baciare ogni singola porzione di quella terra così difficile.

Si solleva un fumo
caldo e denso,
il fumo di un suolo che ha sete,

che risponde a quell'attacco imprevisto
con lo stesso, insaziabile, desiderio
di scambiare il suo vapore, il suo alito,
con quello dell'acqua.

Freddo e caldo, secco e umido, frenesia e stabilità
si compenetrano per un attimo.

E d'improvviso si compie il miracolo.

Mentre la pioggia si placa e gli ultimi fumi salgono al cielo,
nasce l'arcobaleno:
ponte di luce,
che colora quelle due estremità grigie.
E per un istante non sono più vuote e distanti,
non più forsennatamente assenti,
ma unite da una presenza
che colma e placa l'ardore,
consacrandolo in un'aura d'amore.

domenica 7 settembre 2014

5 settembre


Ti guardo zia,
circondata dai tuoi amati figli, marito e fratelli.

Ti guardo e capisco cos’è “famiglia”,
e capisco cos’è la vita, la testimonianza,
l’esempio di una donna forte e discreta, coraggiosa e solare, combattiva e dolce.

L’amore che hai dato
dura per sempre
e fiorisce ovunque,
come il fiore tra le crepe dei muri.

Così, in mezzo al dolore,
sboccia quel dolce sentimento,
che spazza via il crudele rancore
e ci trova uniti,
a darci la mano
per procedere sulla strada che hai tracciato per noi,

offrendoci un sentiero,
su cui camminare insieme,
verso lo stesso sole.



lunedì 1 settembre 2014

Indissolubile unione feconda




Lo vedi?

La montagna si staglia contro il cielo
e l'uno e l'altra si definiscono reciprocamente.

Pur senza toccarsi,
sono indissolubilmente uniti.

Il cielo scende a illuminar la terra
e acquistare - donandosi - un senso;
la terra si solleva a cercare il cielo
e trovare - elevandosi - il suo respiro.

venerdì 29 agosto 2014

Notte

Notte.
Cammino sola
sulla spiaggia bagnata e fredda.

Le luci del faro sono spente,








ma di dà sicurezza sapere che c'è
ed è un istinto profondo quello che mi guida.

giovedì 21 agosto 2014

Apertura

Come la lama affilata di un coltello
che squarcia il frutto e lo rende fruibile,
così è il cuneo della mente,
che si infila nel cuore.
Ne spacca il guscio
e lo apre totalmente.


Non più isola confinata,
ma universo spalancato.
Non più guscio secco,
ma polpa carnosa.

Appoggia le labbra,
gustane il sapore,
sentine la vita…

…che scorre come un fiume,
desideroso di essere attraversato,
di farsi veicolo,

di tornare a ricondurre, e ricondursi, al mare. 

giovedì 24 luglio 2014

Inebriata

Inebriata.

Aria purissima che entra nei polmoni,
spalanca il cuore
e si sparge ovunque.

Si allarga infinitamente.

Dentro, fuori...cosa sono?

...Non esiste più null'altro
che il fluire,

ora lento, ora incalzante,

ora diritto, ora tortuoso...

ma sempre,
eternamente,

sublime.