Nell'incontro con le nostre profondità,
ci ritroviamo accolti in una carezza di luce,
una virgola di spazio.
E qui,
entriamo in contatto con le radici:
profonde, salde, fertili, piene di forza vitale.
Nell'incontro con le nostre profondità,
ci ritroviamo accolti in una carezza di luce,
una virgola di spazio.
E qui,
entriamo in contatto con le radici:
profonde, salde, fertili, piene di forza vitale.
La luce crepuscolare si riflette sulla superficie del mare. Piccole increspature dorate scintillano, come stelle luminose su di un cielo liquido e caldo.
Chiudo gli occhi e sono sommersa dal blu profondo. E sento, nel cuore, quell'intensità di vita che la vostra presenza mi sa dare. Ogni esperienza che facciamo insieme è sempre un'aggiunta. Come le pagine di un diario di viaggio che si riempiono, giorno dopo giorno, con l'inchiostro che la vita deposita. Momenti colorati e sfavillanti sanno delle nostre risa, dei nostri abbracci, dei tuffi che facciamo in acqua.Misterioso è l'Amore,
che più si consuma e più si rinnova,
più si vive e più si espande.
Misterioso perché indicibile, inafferrabile e...inspiegabile.
Accade.
E ci trasforma.
Rinnova lo sguardo sulle cose,
rinnova l'universo.
È nell'Amore che ogni minuscolo e insignificante dettaglio si riempie di senso.
Misterioso è l'Amore,
che penetra ogni cellula,
e...come la luce, si irradia,
riempie e dà valore al buio e all'ombra.
L'Amore è miracolo, è grazia, è dono.
È l'acqua nel deserto,
è la gioia di vivere,
è la forza che muove ogni respiro.
È potenza. È energia creatrice,
è spirito che feconda,
è terra che sboccia,
è buio che si riempie di stelle.
È il ponte che conduce al di là del nostro essere,
è il contatto che istituisce il nostro oltrepassamento.
Il profumo leggero delle mandorle,
la delicatezza del velluto,Ce l’hanno quasi fatta,
ce l’hanno quasi fatta a farci credere che basta uno stupido
oggetto, una posizione raggiunta a farci felici.
Ce l’hanno quasi fatta a renderci stupidi, contenti di
apparire perfetti, nei modi più conformi a quanto ritenuto meglio.
«Questa è la tua epoca. Questa è la tua società. Adeguati
e tutto sarà perfetto».
No grazie. Non mi adeguo.
Ci convivo, ma non mi adeguo.
C’è qualcosa che ribolle qua dentro. C’è qualcosa che non mi
lascia in pace.
C’è un serpente attorcigliato.
Insegnami ad ammansirlo,
aiutami a incantarlo,
perché possa sollevarsi in tutto il suo splendore.
«Da quanti anni è lì?»
Forse 3, forse 3 mila…che cosa importa?
So solo che è adesso, il momento in cui chiede di alzare
la testa.
Incantalo con il Tuo flauto magico,
incantalo ancora,
perché quella melodia ha un fascino misterioso e profondo:
unica vibrazione sottile, in mezzo a tanti suoni rozzi.
Tu fai musica, nella mia anima,
e lui si scioglie.
È una delle tante, lunghe sere d'inverno.
È ora di uscire ad ascoltar le stelle,Oh bel sole, dove sei?
Ti cerco lassù, ti cerco quaggiù. Apro questi occhi, li spalanco. Ma li sento così pesanti, talora...come le nuvole che ti coprono. Sono carichi di pioggia che non riesce a uscire; temporali che non riescono a scoppiare.